Silvia Ghisio

Ti abbraccio da qui

Ti abbraccio da qui

Ti abbraccio da qui



Questo scritto è il dono di una madre ad una figlia, una sorella, un’amica, una persona cara che non potrà abbracciare di persona. 
“Non possiamo cambiare i fatti che accadono,
possiamo solo decidere che cosa farcene
e questo fa la differenza”.

Franca si aspettava di Volare dalla figlia per le vacanze invernali. Franca è un nome di fantasia.
Quando il volo per l’Australia è stato cancellato ha aperto il pc e ha iniziato a scrivere, a mettere insieme appunti presi durante i mesi di lontananza, densi di amore, paura e speranza e oggi li consegna alla figlia, quasi un meme.






L’adulto si prende cura di Sè, nel più sano ed auspicabile viaggio verso la propria realizzazione come persona. Diventare grandi non è solo un fatto anagrafico e nemmeno un atto di volontà, accade mentre viviamo e cerchiamo il senso e ci prendiamo cura di noi stessi… non siamo mai soli in questo viaggio.




1. Sono uscita ancora una volta dalla mia area di comfort e ho preso il treno - il mese scorso.
“Ti ho pensata sai, e mi sono sentita un pò “vecchia snob” perchè la bolla della distanza, della privacy, del rispetto dei limiti fisici e sensoriali su un treno, a Milano non esiste. 
Ho dovuto attraversare la città a piedi per “prendere aria” - se possibile - in un corso Vittorio Emanuele gremito di turisti, di milanesi alle prese col fatturato, di ragazzi, di curiosi e di gente con il telefono in mano; me compresa.
Oggi credo sia stata anche per te una giornata densa, se non altro di significato e sono ancora qui al pc che aspetto di sentirti perchè al silenzio della nostra casa viene meglio. 
So che ti eri dimenticata fossi in aula oggi pomeriggio. 
Lavoro con i ragazzi della tua età e cerco di aiutarli a trovare la loro strada nel mondo del lavoro, a conoscersi, in primis per quello che sono, che amano fare, per i valori che cercano dentro le organizzazioni e - solo per esercizio - abbiamo giocato al colloquio di selezione. 
Ho dato i ruoli: il candidato, il manager di linea, gli osservatori di ogni aspetto della situazione. Io ho fatto l’HR e loro si sono divertiti a scoprire che cosa passa dalla testa di un responsabile delle risorse umane quando ti intervista per un lavoro. 
PS Fare cose nuove è divertente, te ne sei accorta? 
Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. (Marcel Proust)

2. Noi e gli altri
A volte ci illudiamo di aver incontrato qualcuno degno di sentire tutta la storia della nostra vita, con nomi e cognomi nella speranza che possa capirci. Essere propensi a raccontare di Sè presenta alcuni rischi e credo tu abbia ormai sperimentato in prima persona, debba essere un privilegio di pochi, entrarci dentro così nell’anima. Il nostro intimo è qualcosa di prezioso e per questo vale la pensa esserne un pò gelosi.
E’ capitato anche a te pensare di avere una persona fidata e poi di scoprire che ha usato contro di te quanto aveva appreso proprio dalle tue parole, dai racconti con tazza di caffè in mano, o peggio bicchiere di vino? 
Due signori, John e Harry, negli anni 50 crearono un modello per analizzare le interazioni interpersonali composto da quattro quadranti, risultato degli incroci di due variabili: noi e gli altri
Esistono cose di noi che sappiamo e che non desideriamo raccontare, almeno non all’inizio di una relazione perchè l’altro non abbiamo ancora deciso se può meritare la nostra fiducia. In tal caso l’altro vedrà “solo” la nostra apparenza e si baserà sul suo personale giudizio, pregiudizio, sistema primario per capire chi siamo. 
Man mano che aumenta la fiducia nella relazione ci raccontiamo di più perchè abbiamo giudicato la persona degna di fiducia e ci apriamo raccontando o lasciando trasparire cose di noi. In questo caso aumenta il quadrante dell’area nota, ovvero: quello che io so di me e che ho raccontato. Attenzione che questo vale anche sui social, tutto quello che pubblichiamo rimane lì e parla di noi. Non si può tornare indietro una volta che hai pubblicato e ti penti puoi solo cercare di cancellare tracce in rete..
Poi ci sono cose che non non sappiamo di noi ma che gli altri vedono; noi non le sappiamo perchè crediamo di essere - ad esempio - simpatici ma siamo anche timidi e quindi possiamo risultare - sempre ad esempio - aggressivi. Gli altri vedranno la nostra apparenza spigolosa e potranno decidere di offrirci il loro feedback: solo se siamo in confidenza e siamo disposti ad ascoltare una eventuale critica. 
Nel mondo del lavoro questo è richiesto, nella vita speriamo di incontrare amici talmente tali da volerci offrire il loro, a volte non richiesto, punto di vista. A noi può tornare molto utile.
Te ne parlo perchè tu possa avere uno strumento utile a decidere di volta in volta se vale la pena raccontare e cosa in una circostanza..
Ecco, non voglio dirti che il mondo sia tutto pauroso, bensì da conoscere poco per volta.


Si corre il rischio di credere di essere forti e di avere “il mondo in mano assieme alla libertà”; è così anche per te?  So anche che risulta difficile far tesoro delle esperienze di altri.
Questa è la storia in cui noi siamo i protagonisti: la nostra vita. 
La mia, la tua, quella ti tutte le persone che “cercano”. 

Quella di tutte le persone che hanno guardato un cigno riflettersi nell'acqua, almeno una volta nella vita. 


Inizia la mia call delle 9. Da ieri tutta l'Italia è zona protetta. Si lavora da casa, non ci si ferma e si usa la paura per attivarsi a trovare nuove soluzioni. 

Questo uè un gioco di gruppo. Vinciamo tutti insieme se pensiamo anche a tutti gli altri e non solo a noi stessi. 
PS conosci la storia del cigno nero? 
Hai letto Taleb? 

Ti abbraccio da qui, spero che ti arrivi!



mamma.




Siamo già connessi?