Silvia Ghisio

Amici al lavoro? A pranzo con un olandese

Amici al lavoro? A pranzo con un olandese

Amici al lavoro? A pranzo con un olandese



In questi giorni ho rivisto un amico per un saluto prima delle ferie estive. 

Ci siamo conosciuti 10 anni fa, nel giardino di un’azienda milanese, e a seguito della sua domanda se fossi una persona di quell’azienda. “Perchè me lo chiedi? Azzardai con un sorriso; ed egli rispose che aveva osservato il mio modo di muovermi e di parlare animatamente al telefono passeggiando avanti ed indietro e gesticolando con la mano libera; tutti in azienda facevano così!


“Capisco; tu sei (in inglese by the way, it’s easier!) un ingegnere? Lieta di conoscerti”. Ingegnere e olandese: abbiamo riso molto e da quella volta abbiamo avuto diversi scambi, diretti, intorno alle diversità comportamentali e culturali in ambito lavorativo. 

Gli olandesi del resto hanno un approccio al lavoro differente e si dice che siano i più felici, forse anche a causa di piccoli accorgimento che favoriscono una buona esperienza. 

http://www.think-progress.com/it/efficienza-sul-luogo-di-lavoro/perche-lavoratori-olandesi-sono-piu-felici-deuropa/ 


L’argomento a tavola è stato la nostra strana abitudine di festeggiare le vacanze, di salutarci - fra colleghi - di organizzare aperitivi, pranzi di lavoro ed eventi estivi a chiusura del periodo di lavoro pre vacanziero. Era divertito e incuriosito; in Olanda di solito si brinda al Natale e con maggiore moderazione. “Non lo trovi stano?” No, se consideri che spendi la maggior parte del tempo in azienda e con i collegi di lavoro poi forse hai anche il desiderio di salutare le persone con cui condividi gioie e dolori della tua vita lavorativa. O  no? 


In certi casi non ti importa ma ci vai, ti è capitato? 


Sono anche occasioni informali in cui si ha l’occasione di conoscere aspetti dei colleghi che magari non emergono in ufficio e di scambiare quattro chiacchiere, così solo per conoscersi, anche come persone. 

L’amicizia sui luoghi di lavoro è un argomento connesso alla socializzazione, alla condivisione, al benessere e all’appartenenza; effettivamente molti dei team building, dei kick off estivi, delle Cooking class e delle grigliate bordo piscina che ho organizzato avevano lo scopo di far interagire le persone, farle conoscere in definitiva senza alcuno scopo di apprendimento se non la consapevolezza che siamo tutti persone interessanti di conoscere, anche se non ci siamo scelti. 


La collaborazione funziona meglio quando le persone riconoscono negli altri stessi bisogni per esempio e nelle occasioni informali si empatizza di solito meglio.

Ad esempio, quando il lunedì al caffè chiedi ai colleghi come hanno passato il fine settimana, lo fai per manierismo o sei davvero interessato ad entrare in relazione?

In questo articolo si cita il caso di una grande azienda farmaceutica americana che ha ridotto il numero delle macchinette del caffè al fine di favorire la conversazione fra due reparti!  https://www.huffingtonpost.it/2015/10/19/amici-sul-posto-di-lavoro_n_8331654.html


In questo, invece, Susan Adams spiega il motivo per cui I colleghi dovrebbero essere anche buoni amici. https://www.forbes.com/sites/susanadams/2014/11/14/why-your-work-colleagues-should-also-be-your-good-friends/#31d4b06e53d3 


Tu che cosa ne pensi?


Del resto anche le top aziende italiane hanno ridisegnato i loro spazi per favorire il dialogo e la prossimità durante il lavoro e anche nella sua. Non è più funzionale allo scambio trasversale di informazioni utili? 


Non si scrivono meno e mail? 


Hai letto Quiet? Susan Cain parla dell’introversione e offre a tal proposito interessanti teorie, anche in merito alla concentrazione. Mi è venuto in mente ora perché non tutte le persone sono naturalmente aperte alla relazione e a condividere questioni private, semplicemente perché sono introverse e credo che dobbiamo tenerne conto. Si apre un tema molto interessante sulle caratteristiche personali che possono o meno favorire l’efficacia della collaborazione nel team o della percezione di tale collaborazione...


Lo rimetterò nello zaino, anche se non è certamente un libro da ombrellone!


Porterò anche altri libri, il pc lo lascerò a casa e mi connetterò solo una volta al giorno. 

Intendo dormire, fare lavori manuali, passeggiate, vedere posti nuovi, e - solo da metà vacanza in poi - rifocalizzarmi sulle priorità del rientro. 


Il prossimo articolo lo scriverò dal mio nuovo ufficio. Oggi per me è anche l’ultimo giorno di scatoloni! :)

 


Buon ultimo giorno anche a te e, mi raccomando, non dimenticare la crema solare ad alta protezione!”


Lots of #energiaPura!




Siamo già connessi?